In Cicloturismo

TRA SPORT,  NATURA, STORIA E CULTURA
La #Gravelata (23 aprile) e La #Monsterrato (9 ottobre), ciclostoriche organizzate da Bike Comedy Club nel #Monferrato Casalese: bicicletta, sport, natura, cucina, storia e cultura. Con Federico Caprilli, maestro e mito dell’equitazione sepolto a #Fubine, apriamo una carrellata di personaggi, eventi e luoghi legati alle strade e agli sterrati che il 23 aprile e il 9 ottobre sfideranno gli audaci 

 

Federico Caprilli

Federico Caprilli

Il Capitano di Cavalleria #FedericoCaprilli (Livorno, 8 aprile 1868 – Torino, 6 dicembre 1907) è stato l’ideatore del “Sistema Naturale di Equitazione”, basato sul principio di permettere al cavallo un movimento il più naturale possibile. Così lo ricorda Aldi di Ricaldone nella sua opera “Monferrato tra Po e Tanaro, guida storico-artistica dei suoi Comuni”, edita da#LorenzoFornaca

(….) “Nato nel 1868 a Livorno, Federico Caprilli divenne uno dei migliori cavalieri di tutti i tempi ed un caposcuola, un maestro nell’arte del montare a cavallo. Alto, magro, con due baffetti castani, occhi grandi e fieri, uniforme attillata e impeccabile da cavaliere di razza. Amante dei cavalli, si alza all’alba e ne cavalca 5-6 al giorno per tutto l’anno, imparando a capirli e maturando così la sua rivoluzione: il cavaliere non deve essere impettito, innaturale, ma deve armonizzarsi con il cavallo e soprattutto lasciare il maneggio per l’aperta campagna (…)
Temperamento esuberante e pieno di vita, colleziona fin da Sottotenente del Piemonte Reale arresti e punizioni per intemperanze giovanili: classico tipo del cavaliere romantico fine secolo, sovente a corto di quattrini, che fa perdere la testa a donne nubili e sposate, diventando protagonista di episodi galanti, per non dire di incidenti clamorosi che danno materia a chiacchiere nei salotti e lo costringono a frequenti trasferimenti (…)

Federico Caprilli in azione

Federico Caprilli in azione

Da Pinerolo viane mandato a Nola nei Lancieri di Milano, dove crea un nuovo sistema di cavalcare perchè non è il cavallo che deve adattarsi al cavaliere, ma è il cavaliere che deve adattarsi al cavallo, come già scriveva Senofonte (400 a.C.) nel suo Trattato di equitazione (…)
Corpo d’atleta provato da mille gare e da frequenti capitomboli, Caprilli soffre per le numerose fratture e lacerazioni muscolari che però non gli impediscono di continuare imperterrito svolgere un immane lavoro quotidiano che infrangerebbe qualunque fibra, fuorchè la sua. La morte non può che trovarlo in sella perchè egli realizza la leggenda del mitico centauro. Infatti il 5 dicembre 1907 per un banale incidente a Torino, in Piazza d’Armi, alla più regolare delle andature, lui, il cavaliere di mille cimenti, barcolla improvvisamente e cade a testa in giù. Riscontratagli la frattura della base cranica, muore il giorno dopo senza aver preso conoscenza (…)
Federico Caprilli sparì come un fantasma (…) nessuno seppe dirci dove fosse sepolto il validissimo personaggio che portò la Cavalleria italiana a primeggiare in Europa e nel mondo (…) Era circondato da belle donne che l’adoravano. Ma soprattutto lo conquistò col suo fascino e per l’alta posizione la Contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, sorella di Emanuele, uno dei quattro fondatori della FIAT. Non si trattò di una banale avventura amorosa: il Caprilli stava per sposare Sofia di Bricherasio perchè se così non fosse non sarebbe egli stato tumulato nella cripta dei Cacherano di Bricherasio, nella chiesuola dove sono sepolti i parenti stretti della Casata ed i loro congiunti. Il trovare Federico Caprilli sepolto nell’elegante Pantheon dei #Bricherasio a #Fubine fossero imminenti (….) Sofia che morì nubile nel 1950, fedele al suo Magister Equitum ossia Capitano Federico Caprilli.”

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Il capitano Federico Caprilli morì la mattina del 6 dicembre del 1907 per le fatali conseguenze di una caduta da cavallo. Secondo le testimonianze dell’epoca, Caprilli cadde da un cavallo mentre avanzava a lenta andatura al trotto. Una ricostruzione che risultò incredibile a molti di quelli che conoscevano l’abilità del cavallerizzo Caprilli, tanto da far ipotizzare ad alcuni, come vera causa della morte, la schioppettata per vendetta di un marito tradito o forse un improvviso malore.
Il giallo – se poi di giallo si tratta – non fu mai risolto. Le ceneri di Federico Caprilli riposano a Fubine nella cappella della famiglia Bricherasio, accanto al sepolcro monumentale del conte Emanuele Cacherano di Bricherasio.
A Fubine, La Gravelata partirà e arriverà il 23 aprile

(1 – continua).

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